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Parco Nazionale del Matese, il punto fatto a Bojano (CB)

Incontro tra Regione e Associazioni per parlare di quelle che saranno le ricadute del Parco Nazionale del Matese sul territorio

(La Voce del Sannio, di Fosca Colli, giornalista) – Il Parco Nazionale del Matese prende sempre più corpo man mano che si avvicina il momento in cui la sua nascita dovrebbe essere ufficializzata. Il countdown è partito, infatti, entro il 31 dicembre 2019 tutto dovrebbe concretizzarsi, anche se i passi successivi potranno richiedere parecchi anni. Tuttavia vi sono ancora degli importantissimi atti da fare, mentre le lancette del tempo corrono.

Parco Nazionale del Matese
Incontro sul Parco Nazionale del Matese: a sinistra, l’ing. Massimo Pillarella della Regione Molise; a destra, il Commissario Prefettizio di Bojano, Viceprefetto Pierpaolo Pigliacelli

Se sono ben chiare quali debbano essere le zone 1 e 2 (ossia il cuore del Parco e l’area immediatamente circostante) ancora vi è incertezza sulla zona 3, ossia quella più periferica e marginale, dove ricade ad esempio parte del territorio di Bojano, ma è comunque importante per la salvaguardia di questa immensa area verde montuosa.

Di questo si è parlato nel corso di un incontro che si è svolto martedì 22 ottobre a Bojano (CB) presso la sala convegni di Palazzo Colagrosso.

Al meeting erano state invitate le associazioni e le realtà anche agricole e imprenditoriali di Bojano e vi ha preso parte anche il Commissario Prefettizio di Bojano, il Viceprefetto Pierpaolo Pigliacelli, alla guida del Comune nella prima metà di agosto dopo che il sindaco non aveva ritirato le sue dimissioni. Nel corso del vertice, l’ing. Massimo Pillarella della Regione Molise (che in passato è stato anche commissario straordinario a “Molise acque”) ha presentato i perimetri del nascituro Parco Nazionale del Matese delineato dall’ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

Pillarella ha spiegato nella premessa come si tratti di un progetto importante sotto tanti punti di vista, primo tra tutti quello naturalistico, ovviamente, e che riguarda due Regioni, la Campania e il Molise, che non potranno che trarre vantaggio dal condividere una area verde di così grande rilevanza. “Il Ministero è andato avanti – ha detto l’ing. Pillarella – con l’Ispra che ha fatto una proposta. L’aspettativa è quella di chiudere la questione Parco entro la fine dell’anno in corso. Quindi, il Presidente della Repubblica metterà in atto tutti i provvedimenti del caso, così come prevede la Legge. È pertanto fondamentale stabilire quali Comuni saranno inclusi nel Parco e con quale percentuale”.

Roccamandolfi
Roccamandolfi, nel nascituro Parco Nazionale del Matese

È stato precisato che quella dell’ISPRA è solo una bozza, anche se di fatto con dei paletti ben definiti per quanto riguarda le zone 1 e 2 e che, quindi, ancora è da definire l’esatto territorio che farà parte dell’area circostante. Questo quindi il motivo dell’incontro che si è svolto il 22 ottobre a Palazzo Colagrosso, ossia il sentire i diretti rappresentanti delle realtà locali, percepire i loro dubbi e suggerimenti per una ottimale delimitazione della Zona 3.

Zona 3, definire la parte di Bojano che sarà inclusa nel Parco

Al momento, secondo il disegno dell’ISPRA, nella zona 3 il 46,7% del territorio bojanese viene inclusa nell’area del nascituro Parco Nazionale del Matese. Ma questa percentuale, ha ripetuto più volte l’esponente della Regione, è solo una indicazione, perché potrebbe essere ridimensionata una volta recepite le esigenze e i desideri della popolazione locale.

Un avvocato presente alla riunione, ha sollevato alcune eccezioni per quanto riguarda il Parco così come è stato previsto, perché, ha detto, rischia di penalizzare notevolmente la popolazione e chi “vive” di territorio, come gli agricoltori. Un’associazione ha anche riferito di aver protocollato una raccolta firme per presentare le istanze di tutti quei cittadini che non vedono di buon occhio il Parco, temendo che potrebbe essere, in realtà, una sorta di capestro per l’economia locale; quindi ha suggerito di tagliare radicalmente l’area che dovrebbe ricadere su Bojano, lasciando di fatto uno spicchio in alta montagna.

Cosa si potrà fare nelle zone 1, 2 e 3 del Parco Nazionale del Matese

È stata fatta chiarezza su cosa sia possibile o meno fare nelle 3 zone previste. Si tratta di zone che sono state delineate in base alla presenza dell’uomo e delle attività che vi si svolgono. L’Ispra ha fatto, sostanzialmente, una serie di valutazioni quali anche quelle delle realtà produttive, industriali, agricole; nessuna preoccupazione per quelle agricole, ha detto Pillarella, in quanto non sono assolutamente a rischio poiché ci sono delle norme di salvaguardia. Ecco in linea di massima la sintesi sulle 3 zone del Parco del Matese:

Campitello Matese
Campitello Matese, stazione sciistica nel Parco Nazionale del Matese

Zona 1 (sulla mappa indicata in verde) – È il cuore del Parco, quella dove ci saranno maggiori ristrettezze. Qui non si potranno costruire nuovi edifici né si potrà fare un cambio di destinazione d’uso di quelli esistenti, ma si potranno ristrutturare nel rispetto del contesto. Non si potranno svolgere attività sportive rumorose e con veicoli a motore. Non si potranno incanalare le acque, mettere cartelli pubblicitari, creare nuove strade né impermeabilizzare i tracciati esistenti. Ovviamente si potranno svolgere opere di salvaguardia, ma previa autorizzazione all’Ente Parco.

Zona 2 (sulla mappa in giallo)  – È l’area subito a ridosso della Zona 1. No a nuove strade, se non già autorizzate per la fruizione dei territori; no a nuovi edifici, a meno che non siano agricoli e autorizzati dal Parco.

Zona 3 (sulla mappa in giallino) – È l’area subito a ridosso della Zona 2 dove ovviamente si sarà meno rigidi, ma si dovranno comunque rispettare determinati paletti, quali ad esempio nessuna nuova edificazione, ma sono consentite le ristrutturazioni di immobili già esistenti, a patto che si utilizzino materiali tipici della tradizione e non si stravolgano da un punto di vista estetico.

L’ing. Massimo Pillarella ha voluto anche fare chiarezza su altri aspetti che erano poco chiari e sui quali vi era una certa preoccupazione: non vi saranno divieti per la raccolta di funghi né per il pascolo degli animali, ma ovviamente si dovranno avere le relative autorizzazioni da parte dell’Ente Parco. Inoltre, si potrà provvedere ad abbattimenti programmati di specie animali per preservare l’equilibrio della fauna sul Matese (facendo riferimento anche all’annosa questione dei cinghiali); lo stesso dicasi per l’abbattimento degli alberi.

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